e vedere murdoch che chiede l'elemosina in mezzo alla strada:
http://www3.lastampa.it/esteri/sezio...o/lstp/387598/
La guerra di Miss Murphy "Ho vinto contro le pay tv"
LONDRA
Se non lotto io, chi mai lo farà?». Karen Murphy, 47 anni, è una signora
come tante, capelli castani lisci, una vita passata a spillare pinte di
birra dietro ai banconi dei pub. Vedere in lei una riottosa, «una
antagonista», è difficile, e bisogna forse abusare di tutto quello che
c’è in vendita al suo Red White & Blue di Southsea, sobborgo di
Porthsmouth, per riuscirci. Eppure Karen è riuscita in un’ardua impresa:
far tremare i signori del calcio britannico: la Premier League, Sky (il
canale controllato da Rupert Murdoch) e la Espn. Stanno tutti con le
mani nei capelli. Dopo una lunghissima via crucis giudiziaria, infatti,
il suo caso è finito sul tavolo della Corte di giustizia europea:
l’avvocato generale, Juliane Kokott, ha espresso un parere positivo a
suo favore. Che, se confermato dai giudici, rischierebbe di sconvolgere
il sistema dei diritti tv nel Regno Unito. Ecco perché stanno tutti con
le mani nei capelli. E pensare che - come forse ogni rivolta di questo
mondo - tutto è partito da un gesto di ripicca: Karen, invece di
sborsare le 7.200 sterline annue della licenza commerciale Sky, si è
attrezzata con decoder e abbonamento greco. Che di sterline ne costa 800.
La signora Murphy è chiaramente felice. «È straordinario - ha commentato
a caldo con il Daily Mail -. Se le cose dovessero restare così, da
questa storia potrebbe nascere una vera vittoria per il popolino». La
sua ostinazione è stata dunque premiata.
La Premier League, appena saputo del trucchetto, aveva preso delle
contromisure: nel 2007 aveva trascinato la signora in tribunale,
accusandola di violare le leggi che regolano il copyright. Il giudice
deliberò a favore della Lega calcio, applicandole una sanzione e
ordinandole di pagare la licenza. Poteva finire lì. Invece la combattiva
signora Murphy non si è piegata, e ha risposto appello su appello.
Non è dunque una sorpresa che la guerra di Karen abbia riscosso simpatie
e sostegno in tutta la Gran Bretagna: non sarà l’Egitto, ma l’inglese
medio inizia a non poterne più di pagare e tacere. Coincidenze. Nel
2007, quando Karen si abbona alla greca Nova - che ovviamente trasmette
la telecronaca delle partite in greco - la crisi globale doveva ancora
arrivare, i laburisti erano al potere, la Gran Bretagna cresceva e la
City di Londra sembrava aver trovato il rapporto aureo tra Pil nazionale
e bonus dei manager. Ma era il 2007.
Tre anni dopo, la frase ricorrente della politica è «riduzione del
debito», la Gran Bretagna è uscita stremata dalla peggior recessione a
partire dagli Anni 30, i tagli alla spesa pubblica iniziano a farsi
sentire, l’inflazione galoppa, i prezzi salgono e i salari, di fatto,
scendono.
E la «Middle Britain», il Paese fatto di gente come Karen, che il
passaggio dell’Iva dal 17,5% al 20% lo sente, eccome, si sente
«strizzata» - per usare l’espressione di grande successo coniata dal
leader del Labour Ed Miliband. Il parere dell’avvocato generale Juliane
Kokott non poteva cadere in un momento più propizio. I benefici, in caso
di conferma della Corte europea, potrebbero infatti ricadere a vantaggio
di tutti i consumatori britannici.
«La sentenza - ha spiegato Beckett McGrath, esperto legale nel settore
della competizione - assesterebbe un duro colpo al modo in cui i diritti
vengono sfruttati». In sintesi: se gli operatori di un determinato Paese
possono subire la concorrenza di operatori esteri, rischiano di dover
rivedere le loro tariffe per restare competitivi sul loro mercato naturale.
La sensazione è che i grandi colossi tv - non solo Sky - abbiano
sfruttato un po’ troppo le tasche dei britannici. «Andate in Germania,
Italia, Francia o Belgio - commenta un lettore sulla pagina del
quotidiano locale di Portsmouth. Troverete decoder albanesi ovunque.
Risultato: Sky ha rivisto le tariffe e abbonarsi costa la metà che da
noi». Teoria economica fantasiosa, che spiega però molto bene il
sentimento comune. «Alla fine - conclude il post - la maggior parte di
noi sceglierebbero di non guardarsi la partita in greco, se solo Sky si
comportasse in modo ragionevole sui prezzi».
A ben vedere, però, non è solo una questione di soldi. In ballo c’è
anche qualcosa di più sottile: il rifiuto di subire torti. «Qui abbiamo
una società privata esosa che vuole dettare al popolino che cosa può e
che cosa non può fare. E solo per trarne profitto. Non è giusto», chiosa
la signora Murphy. Le sue parole galvanizzano i lettori del Daily Mail.
«Ben fatto - scrive Scott McGarveys - ridiamo il potere alle persone».
Miracoli della pay tv.
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